venerdì 6 marzo 2015

Colapesce live report Teatro Auditorium Unical Rende (CS) 05.03.2015

Il tour di "Egomostro" di Colapesce è approdato al Teatro Auditorium dell'Unical per l'unica data calabrese in una fredda e piovosa serata invernale che ha tenuto lontano il pubblico delle grandi occasioni, che certamente farà sfoggio di presenzialismo nelle prossime date della stagione Sounds Like TAU promossa dall’Università della Calabria, Il Centro Arti Musica e Spettacoli dell’Unical e Archimedia Produzioni, che vedranno protagonisti a fine mese Blonde Redhead (28/3) e Verdena (31/3). Un vero peccato perché la proposta musicale di Colapesce avrebbe meritato maggiore attenzione, per la qualità del suo cantautorato. Ma qui bisognerebbe aprire discorsi molto più ampi legati al localismo cosentino che non sono pertinenti al post in oggetto.
Un'immagine del concerto

Il quartetto Colapesce, tutto di rosa vestito, per omaggiare la copertina del secondo album, ha offerto uno spettacolo molto ben suonato pescando in gran parte brani tratti dal repertorio dei due album sin qui pubblicati, mettendo in evidenza i passaggi migliori sia di "Egomostro" che di "Un meraviglioso Declino". Le canzoni di Lorenzo Urciullo hanno mostrato anche nella versione live di essere ricche di sfumature sia letterali che musicali, mostrando un'artista in progressiva crescita che saprà dare ancora molto in un prossimo futuro, anche se, a dire il vero, il concerto ha mancato di spunti realmente coinvolgenti, lasciando pensare che la proposta sia molto più efficace se ascoltata su disco piuttosto che in concerto. Questo piccolo neo può essere che sia dovuto al modo sussurrato di cantare unito ad una comunicatività da palco che non mi pare essere nelle corde del frontman, oppure alla casualità di una serata con poco pubblico che ha frenato un po' i musicisti che hanno forse "patito" l'imponenza di un teatro impegnativo. Anche i contini cambi di chitarra hanno tolto il ritmo al concerto, sebbene la musica di Colapesce non è che debba essere ascritta alla categoria rock, per cui va fruita anche in maniera diversa. Nonostante queste carenze, magari dovute più alle aspettative diverse del sottoscritto, resta la qualità di una proposta decisamente sopra la media che rende merito agli organizzatori che sono riusciti ancora una volta ad intercettare il meglio di quanto la nuova musica italiana è in grado di proporre, e che andrebbero premiati con presenze maggiori al botteghino.

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