domenica 19 aprile 2015

Recensione The Empire Strikes – 1983 (Area Pirata)

L’ultima produzione della mai troppo osannata Area Pirata Records, volge il suo sguardo all’estero pubblicando il primo album del gruppo finlandese The Empire Strikes che arriva dopo due Ep omonimi pubblicati nel 2012 e 2014. Il quartetto di Helsinki come da buona tradizione, si pone sulla scia delle migliori Hi-Energy R’n’R  band che hanno fatto la storia del rock scandinavo “1983” nei suoi nove brani mostra una band perfettamente a suo agio con l’energia sprigionata dal rock più stradaiolo. La partenza al fulmicotone di “Black ‘n White TV” assesta all’ascoltatore il primo colpo da KO e rimanda chiaramente agli Hellacopters, influenza che torna a chiare lettere in più di un episodio come “Magic Man” e “Pawn”. Un altro mostro sacro come i Nomads fa capolino nelle influenze in brani come “Thunder” e “Shame on Me” ma senza mai sembrare troppo derivativi. Anche perché trattandosi di rock stradaiolo le “similitudini” possono essere trovate in ogni singola nota, con decine di band che le hanno precedute. Degno di nota anche il singolo “The Ballad of Sailor Hawkins” una ballata spinta che richiama alla mente un po’ i Social Distortion e tanto i contemporanei australiani  Leadfinger. Tutti paragoni che usiamo giusto per rendere conto al lettore della qualità livellata verso l’alto di questo album, che ha in tutti i suoi brani un songwriting e degli arrangiamenti molto curati. Una bomba underground per chi ancora crede che il rock vada suonato con le chitarre ad alto volume, con i riffs al fulmicotone che poggiano su solide basi di basso e batteria. Fino a quando verranno pubblicati gioiellini come questo nessuno osi dire che il rock è morto. Eliseno Sposato


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