mercoledì 29 aprile 2015

Recensione - Bobby Soul - L'Insostenibile Leggerezza del Funk" (Riserva Sonora)

Ogni volta che arriva tra le mie mani un nuovo disco di Bobby Soul mi rallegro. Nonostante il funk non sia tra i miei generi preferiti, so per certo che dietro quello che andrò ad ascoltare c’è una cura quasi maniacale, per far rendere al meglio suoni, parole, sentimenti, colori intrisi di una passione unica. Cose che dovremmo riscontrare in ogni disco che si va ad ascoltare anche se non sempre capita. Dai tempi de Le Voci Atroci e Sensasciou, passando per i Blindosbarra, le produzioni del ragionier De Benedetti a.k.a. Bobby Soul mi hanno sempre colpito favorevolmente ma forse mai come nel caso de L’insostenibile Leggerezza del Funk da poco pubblicato. Il nuovo lavoro di Bobby Soul & Blind Bonobos mette in mostra un artista maturo che non ha nessuna paura di mettersi a confronto sia con la materia che mastica meglio (il funk) che con aspetti ed atmosfere per certi versi “nuovi” (il jazz e la canzone d’autore) per come sono stati affrontati in dosi massicce come non mai. Il nuovo disco aperto dalla delicata e poetica “Donna Davanzale” si muove su diversi binari alternando brani trascinanti come “Mi Muove” e “Appena Mi Pagano” prossime hits e brani cardine dei futuri concerti, con il jazz di brani come “la Candela nel Cuore” o la versione crooner della canzone d’autore di “Darci Dentro”. Ironia autobiografica e l’amore osservato spesso da fuori, ma non solo, viaggiano di pari passo creando un unicum che lascia scorre il disco con una piacevolezza  sempre più intrigante. La canzonatura di Facebook in “Due e Ventisei” potrebbe diventare una hit radiofonica se solo il mondo andasse nel verso giusto. Un disco suonato e prodotto molto bene che conferma la statura d’autore sopraffino raggiunta da Bobby Soul che attraverso la stesura di alcuni testi e soprattutto con alcune cover ben calibrate omaggia Pasquale Panella riprendendo la notissima Don Giovanni” e la più oscura Amara” scritta per Enzo Carella. Sul brano di Lucio Battisti Bobby Soul inserisce una coda quasi progressive in cui riprende il brano iniziale “Donna Davanzale”  mostrandone un volto decisamente diverso. Il disco vede la partecipazione di tanti ospiti, sparsi qua e la Decima Vittima in due brani, uno dei quali, “Il Residence dell’Amore Universale”, merita la citazione come una delle migliori canzoni del lotto. Il disco si chiude con un’altra cover: “Que Sera Sera” con il featuring delle belle voci di James & Black che insieme a quella di Bobby Soul spingono il disco in un finale blues virato gospel che mette il suggello ad un disco destinato a restare nel tempo.



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