Recensione - Blondshell - Another Picture (Partisan Records, 2025)
“Another Picture” è l'edizione deluxe dell'acclamato
album “If You Asked for a Picture” pubblicato a maggio di quest’anno di Blondshell.
Più che una tipica edizione deluxe, “Another Picture” lo ripropone con
l’aggiunta di una nuova canzone e cover di Conor Oberst, Folk Bitch Trio e
altri artisti: una versione ampliata e rivisitata di un disco già di per sé
interessante.
Per il suo secondo album come Blondshell, la cantautrice di
Los Angeles Sabrina Teitelbaum dimostra di essere una delle
cantautrici emergenti più interessanti degli anni 2020, confezionando due album
di pregevole fattura che miscelano indie rock confessionale e struggente con
varie sfumature tipiche dell’alternative rock degli anni Novanta che possono
spaziare dal dream pop a suoni che rasentano talvolta il noise, con le chitarre
sature, e talvolta il lo-fi. Ma l’elemento maggiormente caratterizzante restano
i testi estremamente personali attraverso i quali la cantautrice scandaglia il
suo vissuto cercandone una chiave interpretativa universale.
In “If You Asked for a Picture” Blondshell, rispetto
all’omonimo disco d’esordio, entra ancora di più sul personale facendo i conti
con il suo passato doloroso, dall'infanzia infelice alle relazioni sentimentali
disfunzionali da giovane adulta.
"Ci sono molte cose non dette con cui ho convissuto
quando ero più giovane, che non riuscivo a esprimere", ha recentemente
dichiarato a NME. "If You Asked For A Picture" affronta il tipo di
trauma che si assorbe gradualmente e sottilmente mentre si cresce: un lento ma
costante stillicidio di tossicità che si insinua dentro di te senza che te ne
accorga, finché non è troppo tardi.
Il titolo del disco è tratto da una poesia del 1986 in cui
la scrittrice americana Mary Oliver riflette sull'equilibrio tra luce e ombra
nella narrazione. La Teitelbaum sostiene che è proprio questa distinzione a
determinare il successo o il fallimento del processo di scrittura di una
canzone, che la prospettiva è tutto, e questo appare chiaro nell'album.
Il brano d’apertura "Thumbtack" introduce l'idea
che la melodia strumentale esprima i sentimenti interiori. Una melodia acustica,
riflessiva e un accenno di innocenza giovanile, già ricca di emozioni che
rappresenta non solo il dolore, ma il dolore per scelta. Per lei è più facile
rimanere in un amore tossico che ritrovarsi in una solitudine sconosciuta.
Nel resto dell'album, Teitelbaum si ritrova a riflettere
costantemente sui traumi del passato, alludendo alla sua lotta contro
l'anoressia e alla perdita della madre nel 2018 nel brano "Event of a
Fire". A volte, mette persino in discussione il suo diritto alla
felicità, specialmente nel brano "Two Times", che riflette
sull'idea che una relazione debba essere difficile per essere significativa.
Nel tentativo di convalidare i suoi sentimenti, si chiede: "Quanto deve
fare male per contare?".
La straordinaria versatilità vocale di Blondshell è il punto
di forza evidente dell'album, in cui canta con voce suadente di una lotta dopo
l'altra con testi intelligenti, ponendosi in una sorta di sintesi tra la
Dolores O'Riordan dei Cranberries ed Ellie Rowsell dei Wolf Alice, anche se
spesso deve faticare ad emergere tra i suoni di una produzione musicale troppo
saturata, ma funzionale alla riuscita dell’album.
Un tratto distintivo di questo lavoro che vale la pena
sottolineare è che sono la produzione e i cori a fare gran parte del lavoro,
conferendo al disco la sua bellezza complessiva e la leggerezza che aggiunge
colore agli angoli a volte più bui dei testi.
Per chi conosce il suo album di debutto omonimo, non c'è
nulla qui che possa sorprendere. Sia dal punto di vista musicale che da quello
dei testi, la qualità distintiva rimane la chiarezza di intenti radicata in un
ottimo songwriting, incentrato sulle insicurezze dei giovani adulti, la droga e
le relazioni difficili con sé stessi, i genitori e i partner. In mani meno
capaci, questo potrebbe risultare narcisistico e triste, ma grazie ai brani di
spicco ("T&A", "What's Fair" e "23's a Baby")
non è questo il caso.
Tra i brani di spicco occorre citare "Event Of A
Fire", che nella nuova versione gode di una rilettura di Conor Oberst
dei Bright Eyes, un brano che si sviluppa lentamente da malinconici arpeggi di
chitarra a riff martellanti, riprende l'angoscia che si tramanda di generazione
in generazione, riconoscendone l'impatto sulla vita che crediamo di poter
controllare liberamente.
Blondshell mette sotto i riflettori i rapporti con i
genitori, illuminando i difetti e gli errori di chi ci ha cresciuti, ma rifiuta
di lasciare nell'ombra le sfumature e la tensione naturale di quel legame. "Ho
detto qualcosa quando avevo 10 anni che ora ritratto / Ma ti meriti un po' di
inferno da parte mia", avverte Teitelbaum in "23's A Baby",
condividendo la colpa invece di scrollarsela di dosso. Mentre in "What's
Fair" fa riferimento a un modello di relazione madre-figlia che è
iniziato molto prima di lei e che continuerà anche dopo: "Non sei una
persona perfetta / C'è sempre qualcosa che non va / Ma so che non c'è niente di
meno perfetto per una ragazza di una mamma". Il tutto avvolto da una
preziosa melodia pop che tende a nascondere l’angoscia del testo.
Alla fine dell’ascolto, grazie anche alle versioni alternate
aggiunte in “Another Picture” l’impressione che si ricava ci dice che
Blondshell è un'artista intenzionale nella sua estetica utilizzando la varietà
di generi a cui attinge per ottenere un forte impatto. E questa seconda
versione del disco non fa che confermare di avere davanti un’artista destinata
a segnare gli anni futuri.
Pubblicato la prima volta su Freakout Magazine il 24/12/2025

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