Recensione - The Stripp - Life Imitates Art (Ghost Highway Recordings, 2026)
In un mondo di dischi che chiedono attenzione a colpi di concept e metadati, “Life Imitates Art” fa la cosa più semplice: suona . Sembra registrato con l’idea che, prima o poi, qualcuno dovrà portarlo su un palco appiccicoso, davanti a un pubblico che non è disposto a fare sconti a nessuno. I The Stripp arrivano dal sottosuolo di Melbourne (terra che da decenni produce rock come se fosse un bene di prima necessità) e qui impastano hard rock di scuola australiana, Hi-energy rock’n’roll, nervo punk e una certa disciplina power-pop: canzoni da tre minuti che sanno quando entrare, quando mordere e quando lasciare il segno di un ritornello. Pubblicato ufficialmente il 23 gennaio 2026, Life Imitates Art arriva grazie al sostegno di un’alleanza internazionale di etichette. L’edizione australiana è curata da Bottom of the Barrel , quella riservata al mercato statunitense è di Spaghetty Town Records . In Europa, la distribuzione è affidata ai veterani spagnoli di Ghost Highway Recordings ...