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Visualizzazione dei post da 2026

Recensione - Amyl & The Sniffer - Truth or Consequence Live Album (Virgin Music/Rough Trade, 2026)

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  Per capire Truth or Consequence bisogna partire da un’intervista che Amy Taylor ha rilasciato lo scorso anno a Rolling Stone Australia in cui ha rivelato di voler portare la band in una direzione più "country": <<Abbiamo fatto tre album punk e rock davvero di successo, ma mi piacerebbe fare un album country australiano - disse all'epoca - Chad Morgan, Slim Dusty, quel genere di cose. Sai, solo movimentare le cose >>. Così, il 28 aprile 2025, Amy Taylor, Declan Mehrtens, Gus Romer e Bryce Wilson hanno scelto il ristorante messicano El Coyote di Los Angeles per eseguire versioni semi acustiche delle loro canzoni davanti a un piccolo pubblico di amici stretti, abbandonano per una sera l’urto frontale dei festival per mettere alla prova una domanda apparentemente assurda: che cosa succede se il pub rock degli Amyl and The Sniffers incontra il country australiano? Succede che le canzoni cambiano pelle senza smettere di essere riconoscibili. Le chitarre s...

Recensione - Datura4 – High On The Low Brow (Alive Records, 2026)

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  C’è qualcosa di ostinatamente vivo, fisico e sudato nel modo in cui i Datura4 continuano a maneggiare il rock. In un’epoca in cui il blues viene spesso lucidato fino a perdere polvere e ferite, la band australiana guidata da Dom Mariani sceglie invece la strada opposta: amplificatori caldi, riff che odorano di valvole, organo in primo piano e un boogie che non si limita a citare gli anni Settanta, ma li rimette in circolo con energia contemporanea. High On The Low Brow , sesto album del gruppo, conferma Mariani come una delle figure più solide e sottovalutate del rock chitarristico australiano. Chi conosce la sua traiettoria — dagli Stems ai Someloves, passando per DM3 e altri capitoli fondamentali dell’underground power pop e garage — sa che dietro ogni sua incarnazione musicale c’è un senso melodico naturale, quasi infallibile. Qui, però, quella scrittura viene spinta dentro un impasto più ruvido: blues rock, garage, stoner, hard boogie e venature soul convivono senza sembr...

Sebadoh – Harmacy (Sub Pop 1996)

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  Mentre tra pochi giorni verrà pubblicato “There Near”, nuovo album dei Dinosaur Jr. che rappresenta il punto più alto della nuova vita del trio di Amherst riunitosi nella formazione originale (J. Mascis, Lou Barlow & Murph) nel 2005, il 20 agosto cade il trentennale della pubblicazione di Harmacy ottavo album dei Sebadoh , band fondata da Lou Barlow dopo che venne allontanato dai Dinosaur Jr. nel 1989 per evidenti dissapori con J.Mascis. I primi dischi dei Sebadoh erano volutamente sfocati, che aspiravano ad essere marcatamente pop ma che venivano soffocati da un suono volutamente scarno e sghembo che ben presto diventerà un elemento chiave nell'ascesa del lo-fi come movimento distinto nell'indie americano degli anni '90, Sia negli album pubblicati dalla Homestead (i primi tre), che in quelli pubblicati dalla Sub Pop, i Sebadoh misero in luce la natura eclettica delle loro pubblicazioni, frutto del diverso approccio al songwriting di Barlow e di Eric Gaffney pri...

Recensione - Dinosaur Jr. - There Near (Jagjaguwar, 2026)

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  Joseph Donald Mascis Jr. ha iniziato suonando la batteria, prima in un ensemble jazz scolastico e poi nella band hardcore Deep Wound , prima di passare alla chitarra a sei corde e diventare famoso come J Mascis, uno degli “dei della chitarra” più venerati della Generazione X. Mascis ha fondato i Dinosaur nel 1984 insieme ad altri due adolescenti di Amherst, nel Massachusetts: il batterista Emmett Jefferson Murphy III , meglio conosciuto semplicemente come Murph , e il bassista dei Deep Wound Lou Barlow . Il trio iniziò a proporre una combinazione all’apparenza sconclusionata, di aggressività punk e rock classico ricco di assoli di chitarra, che li portò ad essere ben presto banditi dai locali della loro città, ma con i primi concerti a New York conquistarono il rispetto di band influenti come i Big Black e Sonic Youth , tanto che il secondo album You’re Living All over Me , uscì nel 1987 per la più importante etichetta indie rock del decennio, la SST Records . In quello s...

Rome As You Are/Tribal Cabaret - Video Intervista a Daniel Giombini e Dario Calfapietra

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Incontro con Daniela Giombini , promoter italiana attiva con la sua Subway Agency a cavallo degli anni 80/90, che portò in Italia tantissimi gruppi alternativi attivi in quegli anni. Dai protagonisti della nascente scena grunge prima della sua esplosione a livello mondiale (Tad, Nirvana, Mudhoney, Screaminig Trees, Soundgarden ecc), al meglio delle band australiane dell'epoca d'oro (Celibate Rifles, Hard-Ons, Died Pretty, Trilobites ecc) Ma anche gruppi come Thin White Rope, The Seers e tanti altri. Daniela è co-autrice del documentario Rome As You Are che racconta i due concerti romani dei Nirvana prima dell'esplosione di Nevermind . Un racconto, impreziosito dalla presenza di uno dei due fondatori della Sub Pop, Bruce Pavitt , che inquadra bene quegli anni e quell'esperienza in particolare, senza cadere nella trappola dell'agiografia di Kurt Cobain e soci. Insieme a lei Dario RadioDario Calfapietra con il quale realizza la pregevole fanzine Tribal Cabaret che ...

Recensione - Pond - Terrestrial (Mangovision, 2026)

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  Nel loro undicesimo album, gli australiani abbandonano parte della psichedelia più espansiva per un rock compatto, nervoso e politicamente inquieto, dove new wave e post-punk diventano strumenti di tensione più che semplice citazionismo. Con Terrestrials , i Pond scelgono di restringere il campo. Le regole di partenza sono chiare: niente fuzz, niente ballate, niente lunghe derive alla Pink Floyd. Per una band abituata all’accumulo e alla divagazione, è una scelta netta. Il risultato è un album più compatto, diretto e fisico, che sostituisce buona parte della psichedelia espansiva con un rock teso, venato di new wave, post-punk e goth da pub. Terrestrials suona più terrestre già dal titolo: meno spazio profondo, più attrito. I brani puntano su groove serrati, synth nervosi e chitarre asciutte, con una durata complessiva che evita dispersioni. È un disco pensato per muoversi, più che per perdersi; e proprio questa immediatezza ne definisce tanto la forza quanto i limiti. “ Sk...

Recensione - The Bobby Lees - New Self (Epitaph)

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  Dopo un periodo in cui la vita da band punk rock indipendente ha mostrato il suo volto più logorante — tour a basso budget, spese difficili da recuperare, stanchezza fisica e mentale — i The Bobby Lees tornano con New Self , un album che sembra nascere esattamente dal punto di rottura. La pausa annunciata nel 2023 poteva apparire come l’anticamera della resa; invece, l’intervento inatteso di Jason Momoa , fan dichiarato del gruppo e disposto a finanziare il disco dopo averli ospitati nella serie HBO On the Roam , ha trasformato quella crisi in una ripartenza feroce. Ne esce un lavoro breve, compatto e nervoso: otto brani che condensano frustrazione, sarcasmo, autocoscienza e puro divertimento rock’n’roll. New Self non tenta di mascherare le difficoltà attraversate dalla band; le trasforma in carburante. Sam Quartin canta e scrive con una forza impressionante, dando voce alla fatica di farsi ascoltare, alla precarietà economica e alla rabbia di chi, nonostante tutto, continu...

Intervista ad Agostino Tilotta degli Uzeda (video)

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In occasione della sesta edizione dell'Aghia Sophia Fest di Cosenza, dove mi ero recato da semplice spettatore per assistere al concerto degli Uzeda , gli amici de Ildot.it hanno voluto che io intervistassi per loro, Agostino Tilotta , chitarrista della band catanese. Un'intervista assolutamente non preparata, non c'erano dischi nuovi da promuovere o iniziative particolari di cui parlare, per cui ne è uscita fuori una chiacchierata informale tra vecchi amici in cui ne abbiamo approfittato per ricordare la figura di Steve Albini.

Roma, prima del mito: Rome As You Are e l’ultima innocenza del grunge

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   Finalmente disponibile in DVD, il   documentario sul lavoro di Daniela   Giombini e sulle date romane dei   Nirvana, riapre una storia fragile e   decisiva: quella di un underground   ancora libero, colto nell’attimo prima di   diventare leggenda.   Rome As You Are è qualcosa di più di      un documentario sui Nirvana a Roma:      un racconto sull’ultima stagione         dell’underground prima della consacrazione globale, sul ruolo pionieristico di Daniela Giombini , sulla memoria materiale degli archivi e sulla città come soglia emotiva tra libertà, fragilità e mito. La regia privilegia un tono sobrio e testimoniale, costruendo il racconto attraverso materiali d’archivio, ritorni sui luoghi romani e voci dirette (Federico Guglielmi, Massimo Bernardi, Federico Fiume, Giancarlo De Chirico), senza forzare la materia in una celebrazione nostalgica o in un...

Live Report - Uzeda - Aghia Sophia Fest 6 - Cosenza, 26/06/2026

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È da poco trascorsa la mezzanotte, quando i reggini Plastic Farm Animal terminano il loro set che, insieme a quello dei cosentini Kyunos , ha aperto la sezione musicale dell’ Aghia Sophia Fest giunto alla sua sesta edizione, mentre il pubblico serra le fila sotto il palco in attesa del concerto attesissimo degli Uzeda . Le note di basso metronomicamente ripetitive che Vincenzo Virgilio esegue, sono il corpo fondante di This Heat brano che apre sempre i concerti della band catanese, da quando fu inciso sull’album Stella (2006). A fargli da contraltare il solido drumming di Davide Olivieri che apre la strada alla chitarra totalmente noisy di Agostino Tilotta che rappresenta il tratto distintivo della band, nonostante per gran parte della serata abbia dovuto lottare con problemi all’amplificatore. E poi arriva l’atipico canto di Giovanna Cacciola che parte con incedere crooning per poi passare alle sue urla caratteristiche che aggiungono pathos e drammaticità alla proposta musicale...

Live Report - Kneecap - Locus Fest - Eremo Club - Molfetta - 18 giugno 2026

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Ci sono band che vanno vissute al momento in cui irrompono sulla scena e partecipare ad un loro concerto diventa un atto necessario per comprenderne gli aspetti più profondi. Al di là dell’hype che rivestiva l’arrivo per la prima volta in Italia del trio irlandese dei Kneecap , esserci significava andare a toccare con mano se la proposta di per sé già potente, ascoltata sugli album Fine Art (2024) e Fenian (2026) potesse trovare conferma. L’ultima data sul suolo italico del Fenian Tour , dopo quelle di Milano, Bologna e Roma, era inizialmente prevista nell’area della Fiera del Levante a Bari e successivamente spostata all’Eremo Club di Molfetta dagli organizzatori del Locus Festival , che in questa data hanno offerto anche l’opening act di Kyoto e l’after dj set curato da Xyde . Il cambio di location è stato un fattore decisivo per la fruizione al meglio di un concerto esplosivo, cosa apprezzata dagli stessi protagonisti che l’hanno definito come: <<il posto più piccolo dove a...

Recensione - Death Cab For Cutie - I Built You A Tower (ANTI-Records)

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  I Death Cab for Cutie propongono un sound più grezzo e essenziale in I Built You a Tower , l’undicesimo album della storica band indie rock e seguito del sorprendente Asphalt Meadows del 2022.  I Built You a Tower è un album che si presenta essenziale, mirato ed emotivamente sincero, nato sulla scia di un paio di tour mastodontici in cui hanno celebrato il ventesimo anniversario dei loro dischi più amati e di successo: Transatlanticism (2003) e Plans (2005) ed è il disco con cui i Death Cab for Cutie tornano a suonare davvero necessari. Non perché inseguano un’improbabile giovinezza perduta, né perché provino a replicare meccanicamente la propria stagione classica, ma perché riescono a ricondurre la loro scrittura a un punto di tensione autentica. Dopo una fase alterna, spesso segnata da album rifiniti ma non sempre incisivi, Ben Gibbard e compagni firmano un lavoro che ritrova densità emotiva, lucidità compositiva e una misura sonora finalmente priva di compiaciment...