Recensione - Snail Mail - Ricochet (Matador)
Snail Mail, Ricochet : crescere senza fare rumore Con Ricochet , Lindsey Jordan torna a firmare un nuovo capitolo della storia di Snail Mail scegliendo consapevolmente di abbassare i toni. Dopo l’intensità emotiva di Lush e la drammaticità adulta di Valentine , il terzo album segna una fase diversa: meno urgenza confessionale, più distanza, più riflessione. Un disco che guarda al tempo che passa, alla mortalità e alle aspettative con uno sguardo lucido, spesso elegante, ma non sempre altrettanto tagliente. L’apertura è promettente. “Tractor Beam” accende subito il disco con chitarre jangly e un crescendo luminoso che mette in scena uno dei temi chiave dell’album: la dissociazione, il sentirsi ai margini pur investendo tutte le proprie energie nel tentativo di trovare una via d’uscita. È un brano che ricorda perché, fin dall’EP Habit , Jordan venga considerata una delle penne più sensibili dell’indie rock contemporaneo. Ma Ricochet non insiste su quell’urgenza: preferisce...