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Live Report - Uzeda - Aghia Sophia Fest 6 - Cosenza, 26/06/2026

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È da poco trascorsa la mezzanotte, quando i reggini Plastic Farm Animal terminano il loro set che, insieme a quello dei cosentini Kyunos , ha aperto la sezione musicale dell’ Aghia Sophia Fest giunto alla sua sesta edizione, mentre il pubblico serra le fila sotto il palco in attesa del concerto attesissimo degli Uzeda . Le note di basso metronomicamente ripetitive che Vincenzo Virgilio esegue, sono il corpo fondante di This Heat brano che apre sempre i concerti della band catanese, da quando fu inciso sull’album Stella (2006). A fargli da contraltare il solido drumming di Davide Olivieri che apre la strada alla chitarra totalmente noisy di Agostino Tilotta che rappresenta il tratto distintivo della band, nonostante per gran parte della serata abbia dovuto lottare con problemi all’amplificatore. E poi arriva l’atipico canto di Giovanna Cacciola che parte con incedere crooning per poi passare alle sue urla caratteristiche che aggiungono pathos e drammaticità alla proposta musicale...

Live Report - Kneecap - Locus Fest - Eremo Club - Molfetta - 18 giugno 2026

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Ci sono band che vanno vissute al momento in cui irrompono sulla scena e partecipare ad un loro concerto diventa un atto necessario per comprenderne gli aspetti più profondi. Al di là dell’hype che rivestiva l’arrivo per la prima volta in Italia del trio irlandese dei Kneecap , esserci significava andare a toccare con mano se la proposta di per sé già potente, ascoltata sugli album Fine Art (2024) e Fenian (2026) potesse trovare conferma. L’ultima data sul suolo italico del Fenian Tour , dopo quelle di Milano, Bologna e Roma, era inizialmente prevista nell’area della Fiera del Levante a Bari e successivamente spostata all’Eremo Club di Molfetta dagli organizzatori del Locus Festival , che in questa data hanno offerto anche l’opening act di Kyoto e l’after dj set curato da Xyde . Il cambio di location è stato un fattore decisivo per la fruizione al meglio di un concerto esplosivo, cosa apprezzata dagli stessi protagonisti che l’hanno definito come: <<il posto più piccolo dove a...

Recensione - Death Cab For Cutie - I Built You A Tower (ANTI-Records)

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  I Death Cab for Cutie propongono un sound più grezzo e essenziale in I Built You a Tower , l’undicesimo album della storica band indie rock e seguito del sorprendente Asphalt Meadows del 2022.  I Built You a Tower è un album che si presenta essenziale, mirato ed emotivamente sincero, nato sulla scia di un paio di tour mastodontici in cui hanno celebrato il ventesimo anniversario dei loro dischi più amati e di successo: Transatlanticism (2003) e Plans (2005) ed è il disco con cui i Death Cab for Cutie tornano a suonare davvero necessari. Non perché inseguano un’improbabile giovinezza perduta, né perché provino a replicare meccanicamente la propria stagione classica, ma perché riescono a ricondurre la loro scrittura a un punto di tensione autentica. Dopo una fase alterna, spesso segnata da album rifiniti ma non sempre incisivi, Ben Gibbard e compagni firmano un lavoro che ritrova densità emotiva, lucidità compositiva e una misura sonora finalmente priva di compiaciment...

Australia Sotterranea - I dischi - 1 -The Celibate Rifles – The Turgid Miasma of Existence (Hot Records, 1986)

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  Metà anni ’80: l’Australia sta entrando nella sua fase post‑industriale. Le città si verticalizzano, i sobborghi si espandono, la cultura alternativa si professionalizza. Le etichette indipendenti ( Citadel , Waterfront , Hot ) diventano infrastrutture. Nel giugno del 1986 quando The Turgid Miasma of Existence esce per Hot Records , i Celibate Rifles non sono più una promessa né un fenomeno locale: sono una istituzione parallela, una specie di servizio pubblico del rock indipendente australiano. Eppure, non sono né lo diventeranno mai un gruppo per tutti: il loro rock di derivazione punk è troppo anticonvenzionale per appassionare i cultori del genere, men che meno quelli poco inclini a scostarsi dal rock mainstream. Sono e resteranno per sempre un gruppo di culto ma che è riuscito a fare proseliti tra gli appassionati del rock alternativo di ogni parte del mondo, che in quegli anni vedevano l’Australia come una vera e propria terra promessa. Formatisi alla periferia di Syd...

The story of that time I ended up recording an album with Deniz Tek & Scott Morgan

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  qui la versione in italiano Exactly 25 years and one month ago, I was about to experience a day that I knew would be important for me and the many friends with whom I’ve always shared a passion for rock, but one I never expected would become something I’d be proud of forever. Two legends of American rock were coming to play just a stone’s throw from my hometown of Cosenza, at a concert I had organized. It all began a few weeks earlier when my close friend on rock adventures, Roberto Calabrò , at the suggestion of the late Romano Pasquini , offered me the opportunity to bring one of our absolute musical idols to our hometown: Deniz Tek of Radio Birdman was touring Europe alongside another Detroit legend, Scott Morgan ( Rationals , Sonic’s Rendezvous Band , Hydromatics ). Joining them were the Sonic Assassins and former A-10 members, with Romano on bass, his brother Pippo Pasquini on drums, and Stefano Costantini on guitar. Bringing a stop of the Sonic Way Live Tour to C...

Come andò quella volta che mi ritrovai a registrare un disco di Deniz Tek & Scott Morgan

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 english version here Esattamente 25 anni e un mese fa, mi apprestavo a vivere una giornata che sapevo essere importante per me e i tanti amici con cui ho sempre condiviso la passione per il rock, ma che mai mi sarei aspettato diventasse qualcosa di cui andare fiero per sempre. Due leggende del rock americano, arrivavano a suonare a un tiro di schioppo dalla mia Cosenza, in un concerto di cui avevo curato l’organizzazione. Tutto era iniziato un po’ di settimane prima quando l’amico fraterno di scorribande rock, Roberto Calabrò , su imput del compianto Romano Pasquini , mi prospettò l’opportunità di portare a casa nostra uno dei nostri idoli musicali assoluti: Deniz Tek dei Radio Birdman era in tour in giro per l’Europa insieme ad un’altra leggenda di Detroit come Scott Morgan (Rationals, Sonic’s Rendezvous Band, Hydromatics). Con loro suonavano i Sonic Assassins ed ex A-10 , Romano al basso, con il fratello Pippo Pasquini alla batteria e Stefano Costantini alla chitarra . P...

Recensione - Station Model Violence – Station Model Violence (Anti Fade Records)

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Una “bestia densa” di post-punk motorik tra jangle, sax e feedback: debutto australiano che trasforma la tensione in trance Ci sono dischi che ti prendono per mano e ti accompagnano dentro il loro mondo; e poi ci sono dischi che aprono la porta di colpo, ti spingono in una stanza già in movimento e ti chiedono di tenere il passo. L’esordio omonimo degli Station Model Violence appartiene alla seconda specie: una macchina a moto perpetuo costruita su pulsazioni motorik, chitarre in loop che scintillano e graffiano, innesti di sassofono e improvvise apparizioni di pianoforte, il tutto tenuto insieme da una voce asciutta, quasi monotona, che non cerca mai la teatralità ma inchioda il senso delle canzoni al pavimento. Dietro questa compattezza c’è una storia di migrazioni, stasi forzate e nuove urgenze. Daniel “DX” Stewart ( Total Control, UV Race ) si sposta a Sydney dopo i lunghi anni di lockdown e, invece di ripartire da un progetto solista, mette in piedi un gruppo vero: Buz Clatw...