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Review - The Belair Lip Bombs – Again (Third Man Records, 2026) english version

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  How a young Australian band is rewriting jangle for a generation caught between nostalgia and hyper-presence Over the last fifteen years, Australia has become one of the most fertile laboratories for guitar music: an ecosystem in which jangle — that combination of bright guitars, gentle melancholy and melodic immediacy — has found new forms, new languages and new communities. It is a legacy that began in the 1980s, spread through the suburbs of Brisbane and Melbourne, and reached the bedrooms of a generation raised on streaming, precariousness and an almost stubborn desire for emotional sincerity. On their second album, Again , The Belair Lip Bombs fit surprisingly naturally into the long tradition of Australian jangle, a legacy rooted in the Go-Betweens and the Lucksmiths, which has found new life in the Melbourne scene in recent years. The band chooses not to replicate the shadowy melancholy of Flying Nun's New Zealand jangle, preferring a brighter, more pop, more emotionally ...

Review - Private Wives – Three of Swords (Farmer & the Owl) english version

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  With Three of Swords , Private Wives deliver one of the most intense and sincere debuts on the new Australian punk scene, surprising listeners with its sonic consistency, compositional maturity and emotional precision. An album that combines the urgency of contemporary punk with the refined sound of Australian garage rock. The Wollongong trio – Phoebe Price (guitar/vocals), Lucy Spencer (bass/vocals) and Zoe Lewis (drums/vocals) – arrive at their first album with a surprising clarity of purpose: to recount pain without filters, to transform vulnerability into language, and to do so with a sound that gives no respite. Recorded at Pet Food Factory and mastered by Mikey Young , the album has the typical roughness of Australian garage, but the writing looks elsewhere: more diary-like, more emotional, closer to the confessional tradition of bands like Camp Cope or Big Thief than to slogan-driven punk. Private Wives don't shout slogans: they shout personal truths. Three of S...

Recensione - Marco Sanchioni - Canzoni per anime consapevoli e umane genti (Autoprodotto, 2025)

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  Marco Sanchioni appartiene a quella ristretta categoria di artisti che non inseguono il proprio tempo, ma lo attraversano in diagonale. La sua opera non è mai stata allineata al mainstream, né alle mode dell’indie italiano: è un percorso laterale, coerente, ostinato, che ha trasformato la fragilità in metodo e la consapevolezza in poetica. Se la musica italiana degli ultimi vent’anni ha spesso oscillato tra estetizzazione del disagio e ironia difensiva, Sanchioni ha scelto un’altra strada: la serietà come atto rivoluzionario. Marco Sanchioni è tornato, un po’ di mesi fa, con un album che sembra scritto in un tempo sospeso, dove le parole hanno ancora un peso e la musica non è un sottofondo ma un compagno di viaggio. Canzoni per anime consapevoli e umane genti è un titolo che potrebbe sembrare troppo grande, ma qui non c’è arroganza: c’è un bisogno. Quello di dire qualcosa che non si può più rimandare. Uno di quei dischi che non cercano di piacere. Cercano di parlare.E se s...

Recensione - The Cribs - Selling A Vibe (PIAS, 2026)

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  I The Cribs sono una band che ha sempre bilanciato punk e pop, mantenendo una forte autenticità e una certa distanza dal mainstream commerciale. Nel loro nono album, "Selling A Vibe", scelgono di collaborare con il produttore Patrick Wimberly (ex Chairlift), portando un tocco pop anni '80 senza però snaturare il loro sound indie rock. Selling A Vibe rappresenta una naturale evoluzione del sound della band dei fratelli Jarman: il trio mantiene la sua identità punk-pop, ma introduce una maggiore apertura verso sonorità pop contemporanee, grazie appunto alla produzione di Patrick Wimberly . Tuttavia, non si tratta di una svolta radicale: le chitarre distorte, le melodie accattivanti e la scrittura diretta rimangono centrali, ma sono arricchite da arrangiamenti più puliti e da una precisione pop che nei dischi precedenti era meno marcata, evitando comunque svolte commerciali forzate. Se in passato la band aveva lavorato con produttori come Steve Albini, Edwyn Collins...

Recensione - Blondshell - Another Picture (Partisan Records, 2025)

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  “Another Picture” è l'edizione deluxe dell'acclamato album “If You Asked for a Picture ” pubblicato a maggio di quest’anno di Blondshell . Più che una tipica edizione deluxe, “Another Picture” lo ripropone con l’aggiunta di una nuova canzone e cover di Conor Oberst, Folk Bitch Trio e altri artisti: una versione ampliata e rivisitata di un disco già di per sé interessante. Per il suo secondo album come Blondshell, la cantautrice di Los Angeles Sabrina Teitelbaum dimostra di essere una delle cantautrici emergenti più interessanti degli anni 2020, confezionando due album di pregevole fattura che miscelano indie rock confessionale e struggente con varie sfumature tipiche dell’alternative rock degli anni Novanta che possono spaziare dal dream pop a suoni che rasentano talvolta il noise, con le chitarre sature, e talvolta il lo-fi. Ma l’elemento maggiormente caratterizzante restano i testi estremamente personali attraverso i quali la cantautrice scandaglia il suo vissuto cerca...

Recensione - The Carnival Of Fools - Towards The Lighted Town (Area Pirata, 2025)

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Dopo avere lo scorso anno pubblicato su cd l’intera discografia dei Carnival Of Fools , la label pisana Area Pirata Records aggiunge un nuovo capitolo alla sua meritoria opera di archeologia musicale, tornando sulla prima band di Mauro Ermanno “Joe” Giovanardi    pubblicando per la prima volta, rimasterizzato e stampato su vinile, il terzo e ultimo album “Towards The Lighted Town” uscito nel lontano 1993 solo in formato CD per la Vox Pop. All’epoca della pubblicazione dell’album, i Carnival of Fools avevano trovato uno stile distintivo e personale, raggiungendo una solida credibilità internazionale che li portò ad aprire i concerti italiani di leggendarie band australiane come i Beasts of Bourbon e i Bad Seeds di Nick Cave scelti dopo che Mick Harvey ascoltò questo disco tramite Hugo Race. Lo stesso Kim Salmon dei Beasts of Bourbon ebbe a dire dei COF che “se fossero stati una band australiana avrebbero avuto visibilità e risonanza internazionale” . Cosa assolutamente ver...

Il rock australiano del 2025 in 1+20 album

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In Australia la scena rock è vivida come non mai e anche se oggi dalle nostra parti non ha la visibilità che aveva negli anni Ottanta, vuoi per la difficile reperibilità dei dischi, nonostante la facilità di accesso attraverso le piattaforme di streaming, e per il poco spazio che le riviste specializzate le riservano,. Nonostante ciò alcuni appassionati giornalisti italiani, ridotti oramai ad un esiguo numero di “carbonari”,  non si arrendono e riescono a piazzare qua e là qualche recensione. Personalmente continuo ancora oggi a seguire con attenzione quello che succede nel lontanissimo continente oceanico, portando a casa ogni anno tanti bei dischi che accompagnano le mie giornate con ascolti sempre soddisfacenti.  Quello che segue è il mio personale best of riservato alla musica australiana del 2025, certamente non proprio esaustivo di tutto quello prodotto ma di sicuro scelto con la cura dell’appassionato che mi reputo di essere. ALBUM FUORI CATEGORIA THE NEW CHRISTS - The ...