Recensione - Marco Sanchioni - Canzoni per anime consapevoli e umane genti (Autoprodotto, 2025)
Marco Sanchioni appartiene a quella ristretta categoria di artisti che non inseguono il proprio tempo, ma lo attraversano in diagonale. La sua opera non è mai stata allineata al mainstream, né alle mode dell’indie italiano: è un percorso laterale, coerente, ostinato, che ha trasformato la fragilità in metodo e la consapevolezza in poetica. Se la musica italiana degli ultimi vent’anni ha spesso oscillato tra estetizzazione del disagio e ironia difensiva, Sanchioni ha scelto un’altra strada: la serietà come atto rivoluzionario. Marco Sanchioni è tornato, un po’ di mesi fa, con un album che sembra scritto in un tempo sospeso, dove le parole hanno ancora un peso e la musica non è un sottofondo ma un compagno di viaggio. Canzoni per anime consapevoli e umane genti è un titolo che potrebbe sembrare troppo grande, ma qui non c’è arroganza: c’è un bisogno. Quello di dire qualcosa che non si può più rimandare. Uno di quei dischi che non cercano di piacere. Cercano di parlare.E se s...