Recensione - The Cribs - Selling A Vibe (PIAS, 2026)
I The Cribs sono una band che ha sempre bilanciato punk e pop, mantenendo una forte autenticità e una certa distanza dal mainstream commerciale. Nel loro nono album, "Selling A Vibe", scelgono di collaborare con il produttore Patrick Wimberly (ex Chairlift), portando un tocco pop anni '80 senza però snaturare il loro sound indie rock.
Selling A Vibe rappresenta una naturale evoluzione
del sound della band dei fratelli Jarman: il trio mantiene la sua identità
punk-pop, ma introduce una maggiore apertura verso sonorità pop contemporanee,
grazie appunto alla produzione di Patrick Wimberly. Tuttavia, non si
tratta di una svolta radicale: le chitarre distorte, le melodie accattivanti e
la scrittura diretta rimangono centrali, ma sono arricchite da arrangiamenti
più puliti e da una precisione pop che nei dischi precedenti era meno marcata,
evitando comunque svolte commerciali forzate.
Se in passato la band aveva lavorato con produttori come
Steve Albini, Edwyn Collins, Alex Kapranos e Ric Ocasek, in Selling A Vibe la
scelta di Wimberly porta a un suono più spazioso e moderno, con l'utilizzo di
tecniche di registrazione pop contemporanee. Questo ha permesso ai The Cribs di
esplorare nuove direzioni sonore senza perdere il loro spirito originario.
Le melodie sono immediate e trascinanti, spesso sostenute da
una distorsione che però non sovrasta mai la chiarezza degli arrangiamenti. Il
produttore ha dato più spazio agli strumenti e alle voci, permettendo una
maggiore precisione pop senza perdere l'energia e la passione tipiche della
band.
Si notano influenze di band come The Replacements e Orange
Juice, con una maggiore enfasi su melodie pop e arrangiamenti più puliti
rispetto al passato. Rimandi alle atmosfere tipiche degli anni ‘60/’70
specialmente nella title track e in "Distractions".
Il classico jangle pop degli anni Ottanta emerge come
influenza in "Never The Same", con un sound ballabile e
orecchiabile, mentre le atmosfere grunge e garage rock rimangono
presenti, anche se smussati dalla produzione moderna.
L’album riflette maturità, fratellanza e consapevolezza. I
testi parlano di esperienze personali, salute mentale, rapporti familiari e il
passare del tempo, con una malinconia che si mescola a una nuova serenità.
Con questo nuovo disco possiamo toccare con mano come i The
Cribs siano riusciti a crescere senza perdere la loro autenticità, offrendo un
album coeso, ben scritto e potente. "Selling A Vibe" non cerca
di reinventare la band, ma celebra la continuità e la sincerità artistica,
distinguendosi in un panorama musicale spesso ossessionato dalla novità.
Tra i pezzi più rappresentativi dell’album c’è il singolo "Summer
Seizures" che affronta la perdita di innocenza e la difficoltà di
accettare il cambiamento. Il tema della salute mentale è presente in diversi
testi, che parlano apertamente di momenti difficili, insicurezze e lotte
personali. "Looking for the Wrong Guy" è un esempio di come la
band affronti la propria vulnerabilità, trasformandola in forza attraverso la
musica. il valore dell’essere sé stessi,
della coerenza artistica e della libertà creativa, è ben espresso in "Self
Respect", che affronta il tema del rispetto di sé e della resistenza
alle tentazioni del successo facile.
"A Point Too Hard To Make", "Never the
Same" e la title track "Selling A Vibe", mostrano la varietà e
la profondità emotiva del disco. Tra i temi trattati ci sono la fine di
relazioni, la distanza e la difficoltà di comunicare, mostrando come la band
abbia imparato a trovare forza nella vulnerabilità e nell’onestà emotiva.
Il legame tra i fratelli Jarman è il fulcro emotivo
dell’album. La traccia finale, "Brothers Won't Break", è un
inno alla longevità e al legame tra i fratelli Jarman. In esso celebrano la
forza e la resilienza dei rapporti familiari, riflettendo sulle difficoltà e
sulle gioie di essere una band composta da fratelli. Questo tema emerge come
una risposta alle sfide affrontate negli anni della loro lunga carriera, le
battaglie legali e le sfide dell’industria musicale, ma anche la capacità di
resistere e continuare a creare musica sincera.
I testi suggeriscono che la posizione raggiunta – longevità,
seguito fedele, maturità – è frutto di perseveranza e dedizione, non di ricerca
del clamore mediatico, e rappresenta una sorta di riconciliazione e maturazione
personale.
In sintesi, "Selling A Vibe" è visto come un
lavoro maturo e autentico, che conferma i The Cribs come una delle band più
solide e sincere dell’indie rock britannico, capaci di rinnovarsi senza perdere
la propria identità.
pubblicato la prima volta su Freakout Magazine il 6 febbraio 2026

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