Recensione - The Carnival Of Fools - Towards The Lighted Town (Area Pirata, 2025)

Dopo avere lo scorso anno pubblicato su cd l’intera discografia dei Carnival Of Fools, la label pisana Area Pirata Records aggiunge un nuovo capitolo alla sua meritoria opera di archeologia musicale, tornando sulla prima band di Mauro Ermanno “Joe” Giovanardi   pubblicando per la prima volta, rimasterizzato e stampato su vinile, il terzo e ultimo album “Towards The Lighted Town” uscito nel lontano 1993 solo in formato CD per la Vox Pop.

All’epoca della pubblicazione dell’album, i Carnival of Fools avevano trovato uno stile distintivo e personale, raggiungendo una solida credibilità internazionale che li portò ad aprire i concerti italiani di leggendarie band australiane come i Beasts of Bourbon e i Bad Seeds di Nick Cave scelti dopo che Mick Harvey ascoltò questo disco tramite Hugo Race.

Lo stesso Kim Salmon dei Beasts of Bourbon ebbe a dire dei COF che “se fossero stati una band australiana avrebbero avuto visibilità e risonanza internazionale”. Cosa assolutamente vera visto il suono che proponevano e che esce ancora prepotentemente dai solchi di questa ristampa: swamp blues paludoso ad alta intensità emotiva in cui l’affiatamento del gruppo consentiva di poter rischiare azzardi come il realizzare una cover impegnativa del brano Fly di Nick Drake e farla apparire come se fosse un brano scritto appositamente per questo disco.

Sebbene le influenze australiane citate fossero sempre evidenti, la band appariva in grado di potere viaggiare in piena originale autonomia grazie all’ottimo songwriting di Giovanardi che ancora oggi possiamo apprezzare in brani come Not the Same, Waltzing to Nowhere, Burdens (che non avrebbe sfigurato nel canzoniere dei The Dream Syndicate), Goin’ Down Slow, Bogey Man Stomp o Just Another Great Dream caratterizzata dalla tromba di Bruno Maria Sinno che si intreccia con l’armonica di Joe.

Un disco senza cadute di tono che viene chiuso da due dei migliori brani del lotto vale a dire If Tomorrow e Moving Landscape che lasciavano ben sperare per un prosieguo che alla fine non ci sarà perché poco dopo, il gruppo si sciolse. Joe fondò La Crus con Cesare Malfatti passando al cantato in italiano e a sonorità diverse, mentre gli altri musicisti (Maurizio Raspante, Luca Talamazzi e Max Cristoforo) diedero vita al progetto Santa Sangre.

Il disco viene pubblicato in formato LP da 140gr con copertina interna a colori e, per la prima volta in assoluto, con i testi completi inclusi. 

 

 

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