Recensione - Oslo Tapes - Låst Comet (Worst Bassist Recs lp, Grazil Records cd-tape, Golden Robot Records dgt, 2025)

 

Marco Campitelli, nato e cresciuto a Lanciano, ha mosso i suoi primi passi nel mondo della musica sul finire degli anni ’90 con la band The Marigold con i quali ha pubblicato sei album tra il 2004 e il 2021, in cui ha proposto la sua visione di rock alternativo tra post hardcore, noise, post rock e heavy con venature ambient. Parallelamente a questa esperienza, dopo un viaggio in Norvegia avvenuto all’inizio del 2010, ha fondato OSLO TAPES che era fondamentalmente un progetto solista aperto ad innumerevoli collaborazioni, volto a esplorare i territori del avant-kraut-psych unito a quell’immaginario norvegese esplorato dai Motorpsycho negli album “The Tower” (2017) e “The Crucible” (2019), “The All Is One” (2020) compresi nella loro cosiddetta trilogia di Gullvåg .

Con la supervisione e il supporto dell'amico Amaury Cambuzat (faUSt / Ulan Bator), Campitelli ha via via perfezionato la sua idea musicale per OSLO TAPES partendo dall’omonimo disco d’esordio del 2013 e allargando via via la formazione partendo con la collaborazione di Mauro Spada e Federico Sergente (Zippo) per il secondo album "Tango Kalashnikov".

Una continua ricerca dell’evoluzione del suono ha portato dapprima la formazione sui territori del progressive post metal con il terzo album "ØR" (2021) co-prodotto coprodotto da Amaury Cambuzat e James Aparicio (ingegnere della Mute Records e ingegnere del missaggio e del mastering per Depeche Mode, Mogwai, Nick Cave) e Lucio Piccirilli. Mentre realizzava questo disco, Campitelli ha stretto amicizia con Emil Nikolaisen dei Serena Maneesh, che lo ha guidato "attraverso l'immaginario norvegese".

Il passo successivo arriva nel 2023 con "Staring At The Sun Before Goin' Blind" un album ancora diverso dai precedenti visto che trascina l’anima psichedelica verso i territori dell’avanguardia.

Il 2025 è l'anno di "Låst Comet" (Worst Bassist Recs lp, Grazil Records cd-tape, Golden Robot Records dgt), un album che continua ad affermare l’approccio visionario e lo stile in continua evoluzione. Un viaggio ipnotico attraverso groove ossessivi, distorsioni deformate e texture esoteriche di synth, evoca un'atmosfera ritualistica ed evocativa. La novità di rilievo è rappresentata da Emilie Lium Vordal, cantante e polistrumentista norvegese, che apporta nuove sfumature al progetto.

Il disco, sviluppato nel corso di un lungo anno, è composto da dieci tracce scritte e arrangiate da Marco Campitelli e Stefano Micolucci, eseguite da una formazione ampliata degli Oslo Tapes e prodotte e mixate da Amaury Cambuzat. Registrato tra l'Italia e la Norvegia con Campitelli, Lucio Piccirilli ed Emil Nikolaisen - che ha anche co-scritto alcuni brani - e vedono la partecipazione speciale di Håkon Gebhardt, primo batterista e cofondatore dei Motorpsycho, insieme a un collettivo italo-norvegese in continua evoluzione composto da: Emilie Lium Vordal, Mauro Spada, Davide Di Virgilio, Lorenzo Di Lorenzo, Matteo Giancristofaro, Andrea Angelucci, Kaouenn.



L’album si apre con "Inhuman Witch" un brano che cresce lentamente, una sorta di viaggio gotico e atmosferico attraverso l'esistenza umana, che avvolge l’ascoltatore con una linea di basso ripetitiva e fortemente influenzata su un ritmo di batteria fuori tempo, mentre le voci si intrecciano e i suoni cambiano con il passare dei minuti accentuandone il groove psichedelico.

Man mano che i brani scorrono, ritmi e suoni variano continuamente, sostenuti dai sintetizzatori, mentre le chitarre passano spesso in secondo piano. Una scelta che si rivela coerente con quello che l’album vuole proporre. Ci sono brani diversissimi tra loro come l'ipnotico Lazarus Awaking, oppure L’intrigante il deliziosamente monotono Transpace. Un groove ritmico caratterizza Pyramid Shape da cui emerge di tanto in tanto la voce di Emilie Lium Vordal che recita il breve testo in forma di spoken word. Analemma mette in risalto l’intreccio delle due voci. Ma ogni brano che si sussegue rappresenta una scoperta della complessità di suoni che arricchisce  un album di ampio respiro internazionale.



 Pubblicato la prima volta su Freakout Magazine il 12 dicembre 2025

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