Il rock australiano del 2025 in 1+20 album
In Australia la scena rock è vivida come non mai e anche se oggi dalle nostra parti non ha la visibilità che aveva negli anni Ottanta, vuoi per la difficile reperibilità dei dischi, nonostante la facilità di accesso attraverso le piattaforme di streaming, e per il poco spazio che le riviste specializzate le riservano,. Nonostante ciò alcuni appassionati giornalisti italiani, ridotti oramai ad un esiguo numero di “carbonari”, non si arrendono e riescono a piazzare qua e là qualche recensione.
Personalmente continuo ancora oggi a seguire con attenzione quello che succede nel lontanissimo continente oceanico, portando a casa ogni anno tanti bei dischi che accompagnano le mie giornate con ascolti sempre soddisfacenti.
Quello che segue è il mio personale best of riservato alla
musica australiana del 2025, certamente non proprio esaustivo di
tutto quello prodotto ma di sicuro scelto con la cura dell’appassionato che mi
reputo di essere.
ALBUM FUORI CATEGORIA
THE NEW CHRISTS - The Burning Of Rome: Selected Works (Wild Honey/Folc) La compilation curata da Rob Younger e pubblicata dalla Wild Honey Records in occasione del tour europeo della scorsa estate, ha segnato in maniera indelebile questo 2025. Pur essendo una compilation di brani già editi, ha rappresentato uno degli eventi discografici dell'anno. Ne potete leggere diffusamente nella recensione pubblicata su queste stesse pagine.
1. LAST QUOKKA - Thake The Fight To The Bastard (Valve)
I Last Quokka, gruppo garage punk di Perth, combinano testi caustici e socialmente impegnati, ritmi pesanti e riff di chitarra accattivanti per creare musica punk intensa e ballabile. Un po' ironica, un po' provocatoria e un po' scatenata, il tutto su un sottofondo di frenetica musica garage punk. Il loro quarto LP, Take The Fight To The Bastards, è uscito per la Valve Records. Take The Fight To The Bastards mostra il gruppo al massimo della forma. Negli undici brani che lo compongono, nessun aspetto della cultura australiana viene tralasciato, dalle proteste anthemiche contro la crisi del costo della vita alle fantasie fantascientifiche sulla resurrezione della megafauna estinta (Thunder Duck), alle odi ai vecchi pub di campagna rovinati dai turisti (Yankee Satellite) o dai pub rovinati dalle corporazioni (Save Our Pubs), l'album ha qualcosa per tutti.
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3. NAMES - Names (Autoprodotto) Arrivano da Rye ma non sono l'ennesima grande band che esce dalla Legless Records, anzi con l'etichetta di Arron Mawson hanno pochi punti di contatto se non con i Doe St. perché propone una miscela di unisce psichedelia, alt-country e rock 'n' roll in un sound all’apparenza caotico ma che sembra comunque ben ponderato. Dopo due singoli digitali “This You” e “Sit Back Down” pubblicati lo scorso anno, che mettevano maggiormente in evidenza il lato rock/alt-country della formazione, l’omonimo disco d’esordio appena pubblicato, pone in evidenza il lato psichedelico della band, completandone la visione d’insieme che rende particolarmente interessante la musica dei Names. Recensione qui
4. THE SAINTS – Long March Through The Jazz Age (Fire) Rileggere il nome dei The Saints in relazione ad una nuova uscita discografica non può che far palpitare i cuori non solo degli appassionati dell’Aussie-rock della prima ora, perché The Saints sono stati una di quelle poche band che hanno completamente riscritto le regole della scena musicale non solo del loro paese, aprendo la propria strada dalla periferia di Brisbane, in Australia, alle pagine della storia del rock. Long March Through the Jazz Age, è un lascito testamentario di assoluto valore che segna la fine del notevole viaggio di Chris Bailey e dei The Saints: oltre quattro decenni di musica e di sfida alle regole, e lo fa nella maniera migliore che potesse fare un artista che fatto la storia del rock. Recensione qui
5. THE PRIZE - In The Red (Anti Fade/Goner) Il disco d’esordio dei The Prize conferma quanto di buono avevano lasciato intravedere con l’Ep Wrong Side Of Town (Anti Fade 2022) e il singolo First Sight (2023) e lo split Ep condiviso con i The Unknowns dello scorso anno. Con le sue tre chitarre in formazione, i The Prize hanno messo a punto un’efficace miscela di rock’n’roll dove il power pop si lega a volte con il punk e a volte con l’hard rock classico, mettendo in fila una serie di canzoni irresistibili. Recensione qui
7. ASTEROID B-612 - Roads, stars (Folc/La Vila Nova) In occasione di un tour che lo avrebbe riportato nella natia Australia, Johnny Casino ha rimesso in piedi la storica sigla degli Asteroid B-612 realizzando un disco che prosegue degnamente un percorso iniziato agli albori degli anni Novanta e che ha segnato per un decennio la storia del rock Australiano. "Roads, stars" è un trionfale album di ritorno dopo 25 anni, che fonde l'energia grezza del rock ‘n’ roll con una profondità soul.
8. THE UNKNOWNS - Looking From The Outside (Bargain Bin/Drunken Sailor) Il terzo album degli Unknowns, è un'esplosione di aussie-punk grezzo e ad alta energia che affina il loro sound mantenendolo forte, veloce e senza compromessi. Forse il loro migliore album in cui il quartetto di Brisbane riesce a bilanciare melodia e aggressività. Rispetto ai loro lavori precedenti, Looking From The Outside è un album più incisivo sotto tutti i punti di vista: composizioni più curate, produzione più nitida e un miglior equilibrio tra melodia e potenza.
12. THE GNOMES - Introducing...The Gnomes (Dog Meat/Grown Up Wrong!) Un album garage rock ad alta energia che fonde lo splendore del beat-pop degli anni '60 con grinta garage moderna, offrendo ritornelli contagiosi e un'atmosfera grezza da sala prove. È una prima dichiarazione sicura di sé da parte di un giovane quartetto di Melbourne che suona allo stesso tempo retrò e piacevolmente urgente.
15. THESE NEW SOUTH WHALES – Godspeed (Autoprodotto)
1. 16. CHRIS MASUAK’S DOG SOLDIER – Chris Masuak’s Dog
Soldier (I-94 Bar) Il nuovo lavoro dell'ex Radio Birdman
18. LOOSE LIPS – Last laugh (Autoprodotto/Dig)
L'album di debutto dei Loose Lips, è un'esplosione di energia punk grezza e gioiosa, fusa con melodie pop anni ‘60, che offre dieci brani di rock 'n’ roll senza filtri, dal sapore vintage e allo stesso tempo fresco. Un gruppo capace di di trasformare i suoni vintage in qualcosa di moderno e vivo. Se vi piace il punk con ritornelli pop e un tocco retrò, questo album è assolutamente da ascoltare.
19. EAST COAST LOW - Badlanding (Crakinhouse) Un album rock spavaldo e ricco di ottoni che completa la loro trilogia cielo/mare/terra con energia grezza. “Badlanding” dimostra che gli East Coast Low sono all'altezza di qualsiasi altro gruppo emerso dalla grintosa città di Newcastle negli ultimi 30 anni. Prodotto da Rob Younger, la variegata raccolta di brani suona potente e coerente, in cui abbondano le dinamiche creative.20 Dumbells - Up Late With (Mind Melt) iIl debutto dei Dumbells, riunisce una formazione australiana all-star con membri di Shrapnel e Tee Vee Repairmann. Questo è un disco pop, ma solo per coloro che hanno un senso distorto di ciò che un disco pop dovrebbe essere. Melodico? Assolutamente sì. Ricco di ganci? Senza dubbio. Lucido? Nemmeno lontanamente. I Dumbells seppelliscono i loro ganci in un rumore sufficiente a filtrare gli ascoltatori occasionali, attirando i veri devoti del rock 'n' roll underground.






















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