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Recensione - Datura4 – High On The Low Brow (Alive Records, 2026)

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  C’è qualcosa di ostinatamente vivo, fisico e sudato nel modo in cui i Datura4 continuano a maneggiare il rock. In un’epoca in cui il blues viene spesso lucidato fino a perdere polvere e ferite, la band australiana guidata da Dom Mariani sceglie invece la strada opposta: amplificatori caldi, riff che odorano di valvole, organo in primo piano e un boogie che non si limita a citare gli anni Settanta, ma li rimette in circolo con energia contemporanea. High On The Low Brow , sesto album del gruppo, conferma Mariani come una delle figure più solide e sottovalutate del rock chitarristico australiano. Chi conosce la sua traiettoria — dagli Stems ai Someloves, passando per DM3 e altri capitoli fondamentali dell’underground power pop e garage — sa che dietro ogni sua incarnazione musicale c’è un senso melodico naturale, quasi infallibile. Qui, però, quella scrittura viene spinta dentro un impasto più ruvido: blues rock, garage, stoner, hard boogie e venature soul convivono senza sembr...