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Visualizzazione dei post da 2025

Recensione - The Carnival Of Fools - Towards The Lighted Town (Area Pirata, 2025)

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Dopo avere lo scorso anno pubblicato su cd l’intera discografia dei Carnival Of Fools , la label pisana Area Pirata Records aggiunge un nuovo capitolo alla sua meritoria opera di archeologia musicale, tornando sulla prima band di Mauro Ermanno “Joe” Giovanardi    pubblicando per la prima volta, rimasterizzato e stampato su vinile, il terzo e ultimo album “Towards The Lighted Town” uscito nel lontano 1993 solo in formato CD per la Vox Pop. All’epoca della pubblicazione dell’album, i Carnival of Fools avevano trovato uno stile distintivo e personale, raggiungendo una solida credibilità internazionale che li portò ad aprire i concerti italiani di leggendarie band australiane come i Beasts of Bourbon e i Bad Seeds di Nick Cave scelti dopo che Mick Harvey ascoltò questo disco tramite Hugo Race. Lo stesso Kim Salmon dei Beasts of Bourbon ebbe a dire dei COF che “se fossero stati una band australiana avrebbero avuto visibilità e risonanza internazionale” . Cosa assolutamente ver...

Il rock australiano del 2025 in 1+20 album

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In Australia la scena rock è vivida come non mai e anche se oggi dalle nostra parti non ha la visibilità che aveva negli anni Ottanta, vuoi per la difficile reperibilità dei dischi, nonostante la facilità di accesso attraverso le piattaforme di streaming, e per il poco spazio che le riviste specializzate le riservano,. Nonostante ciò alcuni appassionati giornalisti italiani, ridotti oramai ad un esiguo numero di “carbonari”,  non si arrendono e riescono a piazzare qua e là qualche recensione. Personalmente continuo ancora oggi a seguire con attenzione quello che succede nel lontanissimo continente oceanico, portando a casa ogni anno tanti bei dischi che accompagnano le mie giornate con ascolti sempre soddisfacenti.  Quello che segue è il mio personale best of riservato alla musica australiana del 2025, certamente non proprio esaustivo di tutto quello prodotto ma di sicuro scelto con la cura dell’appassionato che mi reputo di essere. ALBUM FUORI CATEGORIA THE NEW CHRISTS - The ...

Recensione - Oslo Tapes - Låst Comet (Worst Bassist Recs lp, Grazil Records cd-tape, Golden Robot Records dgt, 2025)

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  Marco Campitelli , nato e cresciuto a Lanciano, ha mosso i suoi primi passi nel mondo della musica sul finire degli anni ’90 con la band The Marigold con i quali ha pubblicato sei album tra il 2004 e il 2021, in cui ha proposto la sua visione di rock alternativo tra post hardcore, noise, post rock e heavy con venature ambient. Parallelamente a questa esperienza, dopo un viaggio in Norvegia avvenuto all’inizio del 2010, ha fondato OSLO TAPES che era fondamentalmente un progetto solista aperto ad innumerevoli collaborazioni, volto a esplorare i territori del avant-kraut-psych unito a quell’immaginario norvegese esplorato dai Motorpsycho negli album “The Tower” (2017) e “The Crucible” (2019), “The All Is One” (2020) compresi nella loro cosiddetta trilogia di Gullva ̊g . Con la supervisione e il supporto dell'amico Amaury Cambuzat (faUSt / Ulan Bator), Campitelli ha via via perfezionato la sua idea musicale per OSLO TAPES partendo dall’omonimo disco d’esordio del 2013 e allargand...

Recensione – Radioactivity – Time Won’t Bring Me Down (Wild Honey, 2025)

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  Cosa sarebbe il mondo del rock senza le etichette indipendenti? Sicuramente un posto diverso dove ci saremmo persi tante band e dischi degni di nota di cui non avremmo conosciuto l’esistenza. Proprio nelle piccole label sparse in giro per il mondo, messe in piedi con pochi mezzi e tanta passione, sono nati e cresciuti fior di musicisti che in più di mezzo secolo alimentano il sacro fuoco del rock’n’roll, accanto ai colossi cui spesso e volentieri hanno fornito gli spunti sulle nuove correnti da seguire. Faccio questa premessa per mettere in risalto ancora una volta il meritorio lavoro di produzione che una label indipendente italiana come la Wild Honey Records porta avanti da anni, incurante delle mode, tenendo presente un solo dogma: la qualità della musica proposta ad ogni nuova uscita, proprio quello che possiamo riscontrare in questa sua ultima produzione: Time Won’t Bring Me Down dei Radioactivity. Il merito della label spezzina, con un piede a Bergamo, stavolta è rappre...

Recensione - The Prize - In The Red (English version)

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Australia continues to churn out noteworthy records and bands, and for those of us who follow that scene closely, not a day goes by without discovering yet another name to keep an eye on. This is the case with the debut album by The Prize, who hail from Melbourne and confirm with In The Red the promise they showed with their EP Wrong Side Of Town (Anti Fade 2022), the single First Sight (2023) and last year's split EP with The Unknowns. Formed in early 2021, the quintet consists of Joseph Imfeld on guitar, Austin Haire on guitar and Jack Kong on bass, replaced after the recording of the album by Ethan Stahl (former member of British band Chubby And The Gang), and completed by two lead singers, mainly shared between guitarist Carey Paterson and drummer Nadine Muller, daughter of Dean Muller, himself a drummer first in Voodoo Lust and then in the legendary punk band Cosmic Psychos, one of the bands that graced the Aussie rock scene in its golden age in the mid-1980s. With three guita...

Recensione – The Prize – In The Red (Anti Fade Records/Goner Records, 2025)

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  L’Australia continua a sfornare dischi e band degne di nota e per chi come noi tiene in particolare considerazione quella scena, non passa giorno che non si scopra l’ennesimo nome su cui puntare. È questo il caso del disco d’esordio dei The Prize che arrivano da Melbourne a confermare con In The Red quanto di buono avevano lasciato intravedere con l’Ep Wrong Side Of Town (Anti Fade 2022) e il singolo First Sight (2023) e lo split Ep condiviso con  The Unknowns dello scorso anno. Formatosi all’inizio del 2021 il quintetto composto da Joseph Imfeld alla chitarra, Austin Haire alla chitarra e Jack Kong al basso, sostituito dopo la registrazione dell’album da Ethan Stahl (ex membro della band britannica Chubby And The Gang), è completato dalle due voci soliste condivise principalmente tra il chitarrista Carey Paterson e la batterista Nadine Muller , figlia di Dean Muller, a sua volta batterista dapprima nei Voodoo Lust e poi nella mitica punk band dei Cosmic Psychos , u...

Recensione film Springsteen: Deliver Me From Nowhere

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  È uno dei film più importanti dell’anno, perlomeno per noi appassionati di musica, e lo dimostra il grande battage pubblicitario che lo sostiene dal giorno della sua uscita, con un Bruce Springsteen impegnato in prima persona a sostenere l’opera che il regista e sceneggiatore Scott Cooper ha tratto dall’omonimo libro (magnifico) scritto da Warren Zanes , un tempo chitarrista dei bostoniani The Del Fuegos ed oggi accademico e scrittore di curatissimi saggi biografici su artisti come Jimmie Rodgers e Tom Petty. Il merito di Scott Cooper nel realizzare Liberami dal nulla (questo il titolo italiano) è stato quello di mantenersi abbastanza fedelmente al libro di Zanes, con qualche licenza hollywoodiana, come la storia d'amore superficiale con Faye, interpretata da Odessa Young , che nulla aggiunge alla storia raccontata e forse aggiunta su suggerimento dello stesso Springsteen, che ha supervisionato la realizzazione del film e che con questo “surplus” ha voluto rappresentare i suo...

Recensione - The Saints - Long March Through the Jazz Age (Fire Records, 2025)

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  Il 28 novembre 2025, la Fire Records pubblicherà Long March Through the Jazz Age , l'ultimo lavoro discografico del compianto Chris Bailey e dei The Saints , in coincidenza con quello che sarebbe stato il 69° compleanno di Bailey. È un commovente addio, una testimonianza di un artista instancabile e senza compromessi che ha sempre guardato avanti, uno dei più grandi parolieri e iconoclasti del rock. Rileggere il nome dei The Saints in relazione ad una nuova uscita discografica non può che far palpitare i cuori non solo degli appassionati dell’Aussierock della prima ora, ma anche di quanti hanno apprezzato il suono di una band che ha saputo percorrere le strade del rock affrancandosi ben presto dall’etichetta di prime movers del punk, grazie ad un songwriting di grande qualità che Bailey, nel corso del tempo, portò a trasformare i Saints in un veicolo musicale più ampio che incorporava elementi di rock, folk e blues. Album come A Little Madness to Be Free (1984), All Fools ...