mercoledì 14 gennaio 2015

Recensione Scarda - I Piedi sul Cruscotto

Scarda - I Piedi sul Cruscotto (MKrecords/MasterMusic)
Arrivato a chiudere l'anno appena trascorso di Mk Records, il disco d'esordio di Scarda può essere considerato un buon biglietto da visita per un anno in cui ci sarà come sempre da sgomitare per ottenere attenzione al di là del validissimo progetto Musica contro le Mafie, da parte dell'etichetta cosentina. Per farlo si è pensato di dare voce a Domenico "Nico" Scardamaglia, in arte Scarda, ed alla sua raccolta di canzoni d'amore scritte con semplicità e trainate da "Smetto quando voglio" brano scritto per il film omonimo diretto da Sydney Sibilia e che gli è valsa una prestigiosa nomination al David di Donatello nella categoria "migliore canzone originale". "I Piedi sul Cruscotto" racconta storie ordinarie di amori destinati all'insuccesso ("Serenata del Muratore"), pezzi di vita vissuta come "L'estate Passa" o storie dure come la ninfomania di "Gina" che cerca la dolcezza dell'amore  che non potrà mai avere. Un altro tema forte, l'omicidio passionale , viene raccontato attraverso il pensiero dell'assassino che in fondo pensa che il suo gesto estremo "Sarà Bellissimo Però".  Ma non c'è solo dolore nel disco di Scarda che riesce in più di un passaggio ad utilizzare l'arma dell'ironia nel raccontare storie di precariato oppure la storia di altri tempi che trasporta in musica il racconto orale della nipote del "Dicembrini" ed il viaggio attraverso il secondo conflitto mondiale. Il disco viaggia su binari musicalmente acustici  e soffre un po' troppo il richiamo  all'esperienza Brunori Sas che va bene come punto di riferimento  o come "ispirazione" di partenza, madal quale bisogna al più presto affrancarsi per non essere ricordato come un clone: buono sì, ma sempre un clone.


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