Come andò quella volta che mi ritrovai a registrare un disco di Deniz Tek & Scott Morgan

 english version here

Esattamente 25 anni e un mese fa, mi apprestavo a vivere una giornata che sapevo essere importante per me e i tanti amici con cui ho sempre condiviso la passione per il rock, ma che mai mi sarei aspettato diventasse qualcosa di cui andare fiero per sempre. Due leggende del rock americano, arrivavano a suonare a un tiro di schioppo dalla mia Cosenza, in un concerto di cui avevo curato l’organizzazione.

Tutto era iniziato un po’ di settimane prima quando l’amico fraterno di scorribande rock, Roberto Calabrò, su imput del compianto Romano Pasquini, mi prospettò l’opportunità di portare a casa nostra uno dei nostri idoli musicali assoluti: Deniz Tek dei Radio Birdman era in tour in giro per l’Europa insieme ad un’altra leggenda di Detroit come Scott Morgan (Rationals, Sonic’s Rendezvous Band, Hydromatics). Con loro suonavano i Sonic Assassins ed ex A-10, Romano al basso, con il fratello Pippo Pasquini alla batteria e Stefano Costantini alla chitarra.

Portare in Calabria una tappa del Sonic Way Live Tour non era un’impresa impossibile per via dei costi molto contenuti, ma si rivelò impegnativa per trovare un luogo disponibile per ospitare l’evento, visto che era il giorno successivo al 1°maggio Festa dei Lavoratori. In soccorso ci venne un altro amico che ahimé non c’è più, il mitico compagno Carlo Cuccomarino, che ci propose di portare il concerto a Marzi, suo paese natale, a pochi Km da Cosenza, dove il fratello Giuseppe era Sindaco e ci avrebbe concesso gli spazi necessari per il concerto.

Il negozio di dischi di Carlo divenne la nostra base logistica, mentre il sindaco Giuseppe fece molto di più per noi, inserendo il concerto nelle attività culturali che la sua Amministrazione avrebbe proposto nel cartellone estivo alle porte, sollevandoci da molti oneri finanziari. Tonio Costanzo ci aiutò con la logistica in loco e tutto filò liscio come l’olio e non restava che attendere l’arrivo della Band,

Roberto arrivò in mattinata dalla sua Reggio Calabria e nel pomeriggio ci spostammo a Marzi in attesa dell’arrivo di Tek e compagni che tardarono non poco a causa di un’incidente che li bloccò per diverse ore in autostrada poco dopo Roma, e dopo avere sbagliato strada una volta che, usciti dall’autostrada per superare il blocco, si avventurarono sulle strade statali.
Sul sito di Deniz Tek c’è un diario dettagliato di quelle giornate che vi invito a leggere.

Mentre le ore passavano e non si avevano notizie della band, nasceva una qualche apprensione fino a quando non vedemmo la band arrivare scortata dalla polizia municipale nel parco dove avrebbero suonato. A questo punto lascio che il racconto dell’arrivo a Marzi di Scott Morgan e compagni venga dal diario di Deniz Tek.

(…) Finalmente, dopo un'eternità di guida, superiamo Cosenza, e altri 10 km ci portano al nostro svincolo. Ci dirigiamo verso est su per la montagna su una strada secondaria, verso il paese di Rogliano, e mentre attraversiamo la piazza del paese due poliziotti in piedi accanto a una volante ci fanno cenno di accostare.

Oh, merda. Se ci perquisiscono, questo causerà come minimo altre ore di ritardo e siamo già così in ritardo. Non voglio nemmeno immaginare lo scenario peggiore.  Chi lo sa, in realtà, cosa sta trasportando Pippo? Dice di essere pulito. Ma non lo dicono tutti, prima o poi? In un vortice di paranoia, mi ricordo che non ha mai incontrato una droga che non gli piacesse. C’è una discussione in italiano a raffica tra Romano e il poliziotto. Quello che succede dopo è che il volto severo del poliziotto si apre in un sorriso. Ci dicono di seguirli.

L'auto della polizia fa inversione, con le sirene accese, e noi ci mettiamo al seguito. Ma che succede, ci chiediamo? Che cosa, cosa, cosa? Romano si accende una sigaretta, soffia il fumo e dice: «Sono la nostra scorta, organizzata dal sindaco, che guarda caso è un grande fan di Birdman». Entriamo in corteo nella città di Marzi. Ora sì che ho visto tutto. I 3 Assassini, Romano, Pippo e Stefano, in particolare, sono sbalorditi e divertiti. Non riescono proprio a crederci. Veniamo accompagnati nel backstage dell’anfiteatro del parco cittadino, dove la polizia CI AIUTA a scaricare il backline. Allestiamo e facciamo il soundcheck. Il grande impianto PA ElectroVoice sembra più che adeguato. Che gioia!

Finito il soundcheck, prima che i musicisti tornino in un agriturismo dove avrebbero soggiornato per un breve riposo prima del concerto, chiedo a Deniz il permesso di registrare l’esibizione per poi poterlo trasmettere durante il programma radiofonico che conducevo su RLB una delle maggiori emittenti radiofoniche private calabresi, ricevendo una risposta affermativa che mi rese felicissimo. Non restava che attendere l’inizio dello show.

Un discreto pubblico di appassionati attendeva l’inizio del concerto che alle 23.05 inizia con Future/Now degli MC5, introdotta dalle linee di basso di Romano Pasquini, io faccio partire la mia registrazione e vado sotto il palco per scattare qualche foto ricordo, ma c’è qualcosa che non va: l’odiatissima macchina per il fumo manda in tilt la strumentazione degli effetti di Deniz Tek che smette subito di suonare, per prendere pinze e cacciavite e mettersi a riparare il guasto.

Intanto Scott, Stefano, Pippo e Romano continuano a suonare mettendo in scena alcuni dei brani di Scott Morgan previsti in scaletta, senza creare scompensi. Mentre noi ci godiamo Electrophonic Tonic, Give It Up, Deniz armeggia con gli attrezzi riparando il guasto e rientrando mentre i suoi compagni sono alle prese con Slaves prima di lanciarsi tutti insieme in una formidabile versione di Day To Ride. Ora che “Deniz Is in The House Now”, il concerto decolla definitivamente spaziando nel repertorio solista di Tek e in quello di Morgan. Naturalmente non possono mancare un paio di brani dei Radio Birdman (con tanto di dedica su New Race per me e Giuseppe “two our brothers of Marzi) la classicissima City Slang della Sonic’s Rendezvous Band, senza dimenticare il doveroso omaggio finale a Iggy & The Stooges, con I Got Right e TV Eye.

Al termine del concerto tutti ci riuniamo intorno ai musicisti per dimostrargli il caloroso apprezzamento e quando Deniz apre una valigia contenente un po’ di merchandising composto per lo più di suoi cd da solista, tra i quali scorgo qualcosa per me sconosciuto: GLASS INSECTS - Cruel and Unusual Punishment un album composto da un’unica suite di improvvisazione strumentale che Deniz mi sconsiglia perché non è un “disco di canzoni”, ma lui ancora non conosce a fondo la mia venerazione di fan. Me lo porto a casa ad arricchire la mia collezione.

Dopo avere riposto la strumentazione nel furgone ci rechiamo all’agriturismo La Cisterna per una succulenta cena calabrese a base di penne all’arrabbiata, molto piccanti, agnello arrosto, patate ‘mbacchiuse, insalate varie, il tutto innaffiato da un buon vino del Savuto, frutta caffè e “paisanella” tipica grappa del cosentino.

Noi ci mettiamo la nostra proverbiale ospitalità, Deniz e Scott una cordialità che supera le aspettative, per una cena piacevolissima che si chiuderà con le foto di rito e il ricordo di una serata memorabile che custodiremo gelosamente.

E tarda notte, è ora di andare a dormire. Io e Roberto torniamo a casa mia e mentre il buon Rob si tuffa tra le braccia di Morfeo, io esco alla chetichella e raggiungo gli studi silenziosi di RLB per mettere a posto la registrazione del concerto. Trasferisco la registrazione su di uno dei primi masterizzatori cd da tavolo e mi godo in cuffia tutto il concerto. Emergo dagli studi di RLB alle prime luci dell’alba, con una copia del cd pronta da dare a Deniz, ma prima della partenza della band per la successiva data di Pescara, ho la possibilità di godermi qualche ora di meritato riposo.

A metà mattinata torniamo verso Marzi per salutare il gruppo che dopo poco sarebbe ripartito per proseguire il tour. Io consegno a Deniz la registrazione del concerto, mai immaginando che questo sarebbe diventato un momento che avrebbe segnato in positivo la mia vita e mi avrebbe inorgoglito e non poco.

Ma ancora non è finita perché questa avventura iniziata con una serie di imprevisti, non poteva che concludersi con un altro imprevisto. Mentre Roberto saluta e riprende il viaggio per tornare a casa, la band si prepara alla partenza, io salgo sulla mia vecchia Opel Vectra per rientrare a Cosenza, ma l’auto non parte a causa di un guasto che al momento sembra irreparabile.

Visto che la band torna verso nord e passa da Cosenza, mi ritrovo a viaggiare sul Van in compagnia di Deniz, Scott. Stefano, Pippo e Romano, che mi invitano a seguirli per tutto il tour. Per i pochi chilometri che separano Marzi da Cosenza, la frase “Eliseno is in the van” diventa in breve un tormentone, quanto breve è il tragitto autostradale.

Dopo i saluti finali ci lasciamo con reciproca soddisfazione, Deniz lo incontrerò più volte negli anni a venire, Con Pippo, Romano e Stefano ci sentiremo per qualche intervista radiofonica, mentre Scott lo ritroverò solo attraverso le pagine di Facebook.

Diversi mesi dopo, non ricordo da chi, se da Deniz o Roberto, ricevo la richiesta di avere le foto scattate durante il concerto. Ne faccio fare una copia e le spedisco negli USA ignaro di ciò che ne avrebbero fatto. 

Sono passati tre anni da quella magica serata di Marzi, quando ricevo per posta una busta proveniente dagli Stati Uniti, mittente la Career Records piccola label indipendente del Montana che imparerò presto a conoscere. Aperta la busta trovo un cd con in copertina tre nativi americani che imbracciano dei fucili sovrastati dai nomi scritti in verde di Deniz Tek and Scott Morgan, mentre lateralmente campeggia in rosso la scritta 3 Assassins. Sul retro la tracklist con sullo sfondo una foto di quello che sembra essere (e lo è) uno scorcio dello Stretto di Messina visto dalla Calabria, scattata dal signor Demetrio Calabrò, papà di Roberto.

Metto su il cd per rivivere quella serata senza immaginare quello che avrei visto di lì a poco nella parte interna del booklet del cd. Una volta tirato fuori il libretto di sole quattro facciate sobbalzo sulla sedia: riconosco la mia foto scattata alla band durante il concerto e che con un abile gioco di grafica contiene in secondo piano gli altri miei scatti della serata. Ma la sorpresa più grande mi coglie quando leggo nei crediti il mio nome seguito da recording engineer and live photos. Solo allora prendo coscienza del fatto che la mia registrazione era diventata in gran parte, un disco ufficiale del mio idolo musicale Deniz Tek.

Da sincero appassionato, cultore e divulgatore della musica rock quale sono, non potevo chiedere di meglio.


Questo post è dedicato a: Romano Pasquini che ci ha improvvisamente lasciato poche settimane fa, al compianto amico Carlo Cuccomarino e alle tante discussioni musicali intavolate nelle varie sedi del suo negozio di dischi “Orfeo”. A Peppino Cuccomarino che rese materialmente possibile quanto raccontato sinora.

In particolar modo questo post è anche dedicato al mio indimenticabile fratello Rino che un giorno venendo a casa mia mi disse che davanti al cinema Citrigno avevano aperto un negozio dischi (quello di Carlo appunto) dove avrei dovuto assolutamente andare perché <<C’è solo musica “da tua” (come piace a te)>>. Se non avessi seguito il suo invito tutto quello raccontato non sarebbe accaduto. Mi manchi tanto!

 

 

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Deniz Tek interview October 2018

Recensione - Deniz Tek - The Beat (Wild Honey Records, 2026) english version

Review - Radio Birdman – Zeno Beach reissue (Citadel, 2026)